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Guida · Sicurezza 81/08

Guida al POS: chi lo redige e cosa contiene

Il POS lo redige ogni impresa esecutrice per il singolo cantiere, e deve contenere i dieci elementi dell'Allegato XV. Se ne manca anche uno solo, l'ammenda va da 2.192 a 4.384 euro — un POS incompleto è già una violazione.

Che cos'è il POS

Il POS è il documento con cui il datore di lavoro di un'impresa esecutrice valuta i rischi delle proprie lavorazioni in uno specifico cantiere. Lo definisce l'art. 89 comma 1 lettera h) del D.Lgs. 81/08 come «il documento che il datore di lavoro dell'impresa esecutrice redige, in riferimento al singolo cantiere interessato», e ne rinvia i contenuti all'Allegato XV.

Le due parole che contano sono impresa esecutrice e singolo cantiere: il POS non è un documento aziendale da scrivere una volta, è un documento che nasce e muore con il cantiere a cui si riferisce.

Chi deve redigere il POS

Ogni impresa che esegue lavori in cantiere, senza eccezioni di dimensione. L'art. 96 comma 1 lo mette in capo ai datori di lavoro delle imprese affidatarie e delle imprese esecutrici, e la norma chiude ogni scappatoia con una formula precisa: «anche nel caso in cui nel cantiere operi una unica impresa, anche familiare o con meno di dieci addetti».

Quindi lo redigono anche l'impresa che lavora da sola, l'impresa familiare e la ditta con due dipendenti. Ogni subappaltatore redige il proprio.

Le due eccezioni che quasi nessuno cita

1. Le mere forniture non fanno POS. L'art. 96 comma 1-bis dice che l'obbligo «non si applica alle mere forniture di materiali o attrezzature». Chi consegna materiale e se ne va non redige il POS — restano però gli obblighi dell'art. 26 sui rischi da interferenze.

2. Il lavoratore autonomo non redige il POS. L'art. 96 parla di datori di lavoro: chi non ha dipendenti non lo è. Deve però esibire quanto chiede l'Allegato XVII punto 2 — iscrizione alla camera di commercio, documentazione di conformità di macchine e attrezzature, elenco dei DPI in dotazione, attestati di formazione e idoneità sanitaria, DURC.

Cosa deve contenere il POS: i dieci elementi dell'Allegato XV

Il punto 3.2.1 dell'Allegato XV elenca i contenuti minimi. Sono dieci, dalla lettera a) alla lettera l) — non c'è nessuna lettera m), contrariamente a quanto si legge in giro.

  Cosa chiede la norma
a)I dati identificativi dell'impresa: datore di lavoro, sedi e recapiti, lavorazioni svolte, addetti a pronto soccorso, antincendio ed evacuazione, RLS, medico competente, RSPP, direttore tecnico di cantiere e capocantiere, numero e qualifiche dei lavoratori
b)Le mansioni inerenti la sicurezza svolte da ogni figura nominata
c)La descrizione dell'attività di cantiere, delle modalità organizzative e dei turni di lavoro
d)L'elenco di ponteggi, ponti su ruote a torre e altre opere provvisionali di notevole importanza, macchine e impianti utilizzati
e)L'elenco delle sostanze e preparati pericolosi utilizzati, con le relative schede di sicurezza
f)L'esito del rapporto di valutazione del rumore
g)Le misure preventive e protettive integrative rispetto a quelle del PSC, adottate per i rischi delle proprie lavorazioni
h)Le procedure complementari e di dettaglio richieste dal PSC
i)L'elenco dei DPI forniti ai lavoratori occupati in cantiere
l)La documentazione su informazione e formazione fornite ai lavoratori

Le lettere sono dieci perché nella numerazione italiana si saltano j e k: a, b, c, d, e, f, g, h, i, l. La lettera i) chiede l'elenco dei DPI, non i libretti: allegare schede tecniche e manuali d'uso è buona pratica, non adempimento.

POS, PSC, PSS e DVR: chi scrive cosa

Documento Chi lo redige Quando
POSOgni impresa esecutriceSempre, per ogni cantiere
PSCIl coordinatore per la progettazioneQuando in cantiere opera più di un'impresa, anche non contemporaneamente
PSSL'impresa affidatariaNei lavori pubblici, quando il PSC non è previsto
DVRIl datore di lavoroSempre, ma è aziendale: riguarda l'impresa, non il singolo cantiere

Il POS vale come valutazione dei rischi di quel cantiere

Sì, e lo dice la norma. L'art. 96 comma 2 stabilisce che l'accettazione del PSC e la redazione del POS costituiscono, limitatamente al singolo cantiere interessato, adempimento agli obblighi di valutazione dei rischi dell'art. 17 comma 1 lettera a).

Attenzione alle tre parole in corsivo: vale solo per quel cantiere. Il DVR aziendale resta dovuto lo stesso, e il POS non lo sostituisce.

Come si trasmette il POS

L'impresa esecutrice lo consegna all'impresa affidataria, non direttamente al coordinatore. L'affidataria ne verifica la congruenza rispetto al proprio (art. 97 comma 3 lettera b) e poi lo trasmette al coordinatore per l'esecuzione, prima dell'inizio dei lavori (art. 101).

Il coordinatore ha poi un obbligo suo e diverso: l'art. 92 comma 1 lettera b) gli chiede di verificare l'idoneità del POS e la sua coerenza con il PSC. Due controlli, due soggetti, due responsabilità.

Le sanzioni: quanto costa un POS mancante o incompleto

Questa è la parte che di solito non si legge, ed è quella che conviene sapere.

  • POS non redatto, in cantieri con lavorazioni a rischi particolari dell'Allegato XI: arresto da 4 a 8 mesi oppure ammenda da 2.192,00 a 8.768,00 euro.
  • POS redatto ma incompleto, cioè «in assenza di uno o più degli elementi di cui all'allegato XV»: ammenda da 2.192,00 a 4.384,00 euro.

La seconda voce è quella che sorprende: un POS che esiste ma a cui manca un elemento è già una violazione sanzionata. Non basta averlo — deve contenere tutte e dieci le lettere del punto 3.2.1.

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Domande frequenti sul POS

Chi deve redigere il POS?
Ogni impresa esecutrice, prima dell'inizio delle proprie lavorazioni. L'art. 96 comma 1 del D.Lgs. 81/08 lo impone ai datori di lavoro delle imprese affidatarie ed esecutrici «anche nel caso in cui nel cantiere operi una unica impresa, anche familiare o con meno di dieci addetti»: non esiste soglia dimensionale sotto la quale il POS non serve.
Un lavoratore autonomo deve fare il POS?
No. L'art. 96 riguarda i datori di lavoro, e chi non ha dipendenti non lo è. Il lavoratore autonomo deve però esibire quanto previsto dall'Allegato XVII punto 2: iscrizione alla camera di commercio, conformità di macchine e attrezzature, elenco dei DPI in dotazione, attestati di formazione e idoneità sanitaria, DURC.
Chi fa solo una fornitura deve fare il POS?
No. L'art. 96 comma 1-bis esclude espressamente «le mere forniture di materiali o attrezzature». Restano però applicabili gli obblighi dell'art. 26 sui rischi da interferenze.
Qual è la differenza tra POS, PSC e PSS?
Il POS lo redige l'impresa esecutrice per il proprio lavoro in quel cantiere. Il PSC lo redige il coordinatore per la progettazione quando in cantiere opera più di un'impresa, anche non contemporaneamente. Il PSS sostituisce il PSC nei lavori pubblici quando questo non è previsto, e lo redige l'impresa affidataria.
Il POS sostituisce il DVR?
Solo per quel cantiere. L'art. 96 comma 2 dice che la redazione del POS costituisce adempimento agli obblighi di valutazione dei rischi «limitatamente al singolo cantiere interessato». Il DVR aziendale resta dovuto.
Cosa succede se il POS è incompleto?
È una violazione sanzionata: l'ammenda va da 2.192,00 a 4.384,00 euro se il POS «è redatto in assenza di uno o più degli elementi di cui all'allegato XV». Se il POS manca del tutto e il cantiere presenta i rischi particolari dell'Allegato XI, si arriva all'arresto da 4 a 8 mesi o all'ammenda da 2.192,00 a 8.768,00 euro.
A chi va trasmesso il POS?
All'impresa affidataria, che ne verifica la congruenza con il proprio (art. 97 comma 3 lettera b) e lo trasmette al coordinatore per l'esecuzione prima dell'inizio dei lavori (art. 101). Il coordinatore a sua volta deve verificarne l'idoneità e la coerenza con il PSC (art. 92 comma 1 lettera b).
Ogni quanto va aggiornato il POS?
Il POS segue il cantiere: va aggiornato ogni volta che cambiano le lavorazioni, le attrezzature, le sostanze impiegate o l'organizzazione del cantiere. Non ha una scadenza a calendario, perché non è un documento aziendale ma il piano di quel singolo cantiere.

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